Una malattia fatale simile alla mucca pazza si sta diffondendo tra i cervi americani

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Una malattia simile alla mucca pazza va diffondendosi tra i cervidi americani

Una malattia da deperimento cronica è stata individuata nelle popolazioni di cervidi in 25 stati americani, principalmente nelle regioni delle Montagne Rocciose e del Midwest.

Una malattia neurologica fatale, simile alla mucca pazza si sta diffondendo rapidamente nelle popolazioni di cervi americani. Si tratta di una malattia incurabile, chiamata malattia da deperimento cronico, è stata individuata in 25 stati, principalmente nelle regioni delle Montagne Rocciose e del Midwest. Diversi casi sono stati individuati anche nello stato di New York, in Texas e in Canada.
Gli stati sono tutti in varie fasi di infezione“, ha detto Lou Cornicelli, studioso della fauna selvatica e responsabile della politica presso la Divisione Minnesota di Fish and Wildlife. “Cerchiamo di contenere l’espandersi della malattia, ma è difficile capire in tempi brevi se stiamo avendo successo.”L’incapacità delle agenzie per la fauna selvatica di fermare la diffusione della malattia preoccupa gli scienziati. Uno dei loro più grandi timori è che, come la mucca pazza, questa malattia potrebbe finire per contagiare gli umani.

Al momento non risulta che il salto sia già avvenuto, ma ci sono alcune prove che suggeriscono che sia possibile. Nel 2017, i ricercatori canadesi hanno infettato con successo le scimmie macaco con la malattia cronica da deperimento nutrendole con carne di cervo infetto. I macachi sono l’animale più vicino geneticamente all’uomo.

Abbiamo sempre pensato che esistesse una barriera di specie“, ha detto Dave Clausen, veterinario e cacciatore del Wisconsin in pensione che segue la malattia. “Ora, sembra che la barriera potrebbe essere più permeabile di quanto pensassimo.

C’è anche un altro motivo di preoccupazione:

Cervi, alci e altri cervidi sono tutti sensibili alla malattia, e svolgono un ruolo importante negli ecosistemi del Nord America. La caccia al cervo e alle alci è un grande business in alcuni stati. In Wisconsin, per esempio, la caccia al cervo genera quasi 1.4 miliardi di dollari all’anno per l’economia dello Stato, secondo il Dipartimento del Wisconsin delle risorse naturali.

La nostra preoccupazione è quale sarà l’effetto a lungo termine sulla popolazione di cervi“, ha spiegato Cornicelli.

I ricercatori stanno vedendo importanti impatti in stati come il Colorado, dove la malattia è presente da diversi decenni. Un grande branco ha perso quasi la metà dei suoi componenti. In tutto lo stato l’anno scorso, secondo il Denver Post, fino al 16% degli animali testati aveva la malattia.

Quanti altri cervi andranno persi non è chiaro, in parte perché si conosce così poco della malattia. Fu scoperta per la prima volta in un cervo in cattività in Colorado alla fine degli anni ’60. oltre un decennio prima che comparisse in un animale selvatico nello stesso stato. Da lì è iniziata la diffusione.

Gli scienziati pensano che si diffonda attraverso il contatto di fluidi corporei degli animali infetti.

Gli animali che contraggono la malattia diventano estremamente magri e disorientati. Si muovono incespicando, schiumando alla bocca. A volte hanno sete insaziabile, urinano costantemente e perdono la paura degli umani.

Tutto ciò accade perché la malattia in pratica distrugge il cervello dell’animale, lasciandolo come una spugna con molti buchi. Gli scienziati ritengono che ciò sia causato da qualcosa chiamato prione.

I prioni sono unici“, ha spiegato Clausen. “Sono sostanzialmente proteine che fanno sì che le altre proteine ​​del corpo si mischino e non si comportino in modo normale“.

Gli scienziati non sanno come o perché questo accade. La maggior parte delle proteine ​​coinvolte sono nel cervello, però.

I prioni sono gli stessi agenti che causano l’encefalopatia spongiforme bovina (malattia della mucca pazza) e la scrapie, che colpisce pecore e capre. Ci sono anche malattie da prioni che possono infettare gli umani. Agiscono tutte praticamente allo stesso modo, distruggendo il cervello dell’animale. A differenza di altri agenti patogeni come batteri o virus, che sono esseri viventi, un prione è una proteina. Non è vivo Quindi, non può essere ucciso. E non c’è cura.

Non abbiamo ancora trovato un modo per disattivarlo“, conclude Clausen.

Quindi, l’unico modo per impedirne la diffusione è uccidere tutti gli animali infetti. Diversi stati stanno tentando di farlo. Nel Minnesota, dove lavora Cornicelli, lo stato sta sopprimendo centinaia di cervi nelle ​​aree in cui la malattia è stata scoperta durante le cacce speciali quest’inverno. L’Illinois ha indetto una stagione speciale di caccia ai cervi nelle zone infette. Il Wisconsin ha concesso più permessi di caccia nelle aree in cui i cervi sono risultati positivi.

Siamo stati davvero aggressivi“, ha detto Cornicelli. “Ma non sappiamo ancora cosa porteranno i prossimi cinque anni“.