In gita tra la fauna selvatica della Thailandia rispettando gli animali

Le fotografie dei viaggiatori, che posano con la fauna selvatica durante un viaggio in Thailandia, sono spesso guardate con soggezione dagli amici e dalla famiglia a casa. Dopotutto, non capita tutti i giorni di avere la possibilità di trovarsi così vicino ad animali esotici come gli elefanti o le tigri. Purtroppo, però, le cose non sono sempre come sembrano, sarebbe un miracolo divino se incontraste una tigra in natura e poi lo poteste raccontare. Negli ultimi anni sono state fatte molte di queste escursioni, per questo sono nati attivisti che raccontano le crudeltà subite dagli animali, e per questo motivo organizzano raduni pubblici contro le escursioni inumane con la fauna selvatica. Oggi più che mai, è vitale che, i turisti non visitino e quindi non finanzino, il lato più inumano del turismo faunistico in Thailandia. È assolutamente possibile vedere questi animali da vicino in un ambiente sano e sicuro per loro. Ecco come farlo.

Negli ultimi anni le escursioni sugli elefanti sono molto popolari, permettendo ai loro proprietari di diventare esperti di marketing per i turisti. Però fortunatamente, quello che succede dietro alle quinte agli animali è stato svelato negli ultimi anni, in parte grazie agli sforzi degli ambientalisti e degli scrittori di viaggi, che hanno avuto il tempo e la possibilità di guardare oltre la brochure e di rendersi conto di quanto sia sgradevole per l’elefante essere cavalcato. Gli elefanti non permettono, normalmente, alle persone di saltare sulle loro spalle. Il punto di forza era che, riuscire a cavalcare gli elefanti si verificava solo se l’animale lo permetteva, rendendo l’escursione sana ed emozionante e dando l’occasione di poter creare un’amicizia con una magnifica creatura. In realtà, gli elefanti sono costretti a permettere ai visitatori di cavalcarli, attraverso un condizionamento creato tramite torture, che inizia presto nella loro vita. Questo è chiamato il processo phajaan (che significa letteralmente “schiacciare”), cercando di reprimere lo spirito dell’animale.

Una volta che è stato reso noto il maltrattamento sugli elefanti, sono cessate le escursioni con gli animali, sostituite da santuari dedicati a loro e commercializzati come rifugio sicuro. Questo è esattamente il motivo per cui è fondamentale fare qualche ricerca, prima di prendere parte a qualsiasi esperienza di vita selvaggia, visto che visitare un santuario di elefanti è ben diverso. Infatti i santuari dove gli elefanti possono vivere e passeggiare, sono la migliore opzione per osservarli, restando nel loro habitat naturale. Responsible Travel è un sito che valuta le esperienze di viaggio e cita diversi santuari che rispettano gli elefanti in Thailandia, tra cui Elephant Nature Park a Kuet Chang e Elephant Valley a Chang Rai. A Kanchanaburi, puoi visitare Elephants World, che permette di stare a contatto con gli elefanti anziani e malati che vagano liberamente in un ambiente protetto. Potrai inoltre fornire cure a aiuti validi, capendo la dura realtà che ha reso necessario l’intervento dopo i maltrattamenti subiti sugli elefanti.

In generale, fai attenzione a qualsiasi spettacolo o attività che coinvolga in modo specifico elefanti vivi e, naturalmente, non cavalcarne uno. Quando si tratta di salire su un elefante, non esiste un’opzione giusta.

Foto: Maxim Tupikov / Shutterstock

Il caso delle tigri della Thailandia può essere leggermente più complesso. Prima di essere sottoposto a controllo dal Dipartimento dei Parchi Nazionali del paese nel 2016, il Tempio della Tigre a Kanchanaburi era commercializzato come l’unico posto in cui si potevano osservare monaci e tigri che vivevano fianco a fianco. Per un costo aggiuntivo, potevi persino dar da mangiare ai cuccioli e portare gli adulti a fare passeggiate. La speculazione era circolata intorno al fatto che, questi animali selvatici permettessero consapevolmente agli uomini di toccarli e abbracciarli, con la preoccupazione che le tigri fossero pesantemente sedate per permetterlo. Durante un raid, 147 tigri sono state rimosse dal “tempio”, mentre i corpi di più di tre dozzine di cuccioli di tigre deceduti, sono stati trovati nei congelatori di tutta la proprietà. Sono stati scoperti anche gioielli realizzati con pelli di tigre, che sono stati dati ai turisti con una donazione aggiuntiva.

La sedazione delle tigri non è stata provata, e faccio fatica a credere che sia stato così. Diversi anni fa, ho visitato il Regno delle Tigri nella città thailandese settentrionale di Chiang Mai, con l’ansia di verificare cosa succedesse realmente in questi centri. Naturalmente, le tigri sono un animale assonnato. Dormono fino a venti ore al giorno e cacciano per la maggior parte di notte. Pertanto, non è insolito per loro dormire nel caldo di mezzogiorno. Ciò che veramente mi ha convinto che la sedazione non fosse avvenuta, era il modo in cui le tigri si muovevano. Attraversavano rapidamente il recinto con la stessa potenza con cui normalmente ci si aspetterebbe da una tigre.

Guarda i progetti di recupero della fauna selvatica gestiti dai gruppi di conservazione.

Foto: blue-sea.cz / Shutterstock

Nonostante i problemi con attrazioni come elefanti e tigri, la Thailandia offre comunque esperienze di vita selvaggia che rispettano l’habitat naturale e gli animali. Una “standout” nella conservazione della fauna selvatica è il Sea Turtle Project sull’isola di Koh Phra Thong. L’organizzazione lavora per proteggere gli habitat naturali, attraverso gli sforzi di pulizia della spiaggia, con il suo progetto di liberazione di cento tartarughe marine, e migliorando i siti di nidificazione delle tartarughe. Si e fatta conoscere dalle comunità locali coinvolgendone i bambini e i volontari residenti, e permette in maniera effettiva di offrirti come volontario con loro, se hai del tempo da dedicare nelle zone più turistiche del paese.

Foto: huang jenhung / Shutterstock

I gibboni sono piccole scimmie comuni presenti gran parte nel sud-est asiatico, purtroppo a lungo usati e maltrattati dall’industria dell’intrattenimento in Thailandia. Esse sono inoltre a maggior rischio di bracconaggio e perdita dell’habitat naturale. Il Progetto di riabilitazione Gibbon effettua il salvataggio, la riabilitazione e il rilascio dell’animale nel loro habitat naturale a Phuket, un’area divenuta protetta dove la caccia è vietata. Il gruppo è finanziato con donazioni e ha volontari che dedicano il loro tempo gratuitamente, lavorando sul processo di riabilitazione. Se non hai tempo per fare volontariato, il centro sarà aperto quotidianamente, per permetterti di vedere gli animali giocare. Come il Sea Turtle Project, lavorare con i gibboni offre ai turisti la possibilità di fare qualcosa di veramente incredibile e fare un’enorme differenza nel processo.

La tua responsabilità come turista

Foto: Gregory Zamel / Shutterstock

Non sorprende che in una regione in cui la fauna selvatica è così diffusa, sono gli animali a soffrire con l’aumentare del turismo. Come turisti, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni nei paesi che visitiamo. Quello che potremmo considerare un esperienza sorprendente, può avere conseguenze molto crudeli per le tigri incatenate e gli elefanti che piangono dal dolore mentre intraprendono il cinquantesimo cammino della giornata. Ma c’è speranza. Data la crescita nei santuari e una maggiore percentuale di consapevolezza dei visitatori, si e ottenuto un miglioramento delle condizioni rispetto a dieci anni fa, anche se ci sarà sempre un’area grigia.

Questi animali hanno necessità di assistenza e hanno bisogno del denaro del turista per farlo. Anche se potresti finanziare un’azienda che non era a scopo benefico, il benessere dell’animale adesso e la cosa più importante. Certi animali, come elefanti e tigri, non possono mai essere restituiti allo stato selvatico. Vai, guardali e divertiti. Se in qualsiasi momento notasti il maltrattamento, documentalo, segnalalo e fai tutto il possibile per migliorare la loro vita. In molti casi, lasciare una recensione online è un ottimo inizio.