Cani: ogni razza ha tratti distintivi non solo fisici ma anche caratteriali e psicologici

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le caratteristiche delle razze canine sono impresse nei geni

Le descrizioni delle razze canine dell’American Kennel Club possono essere lette come i profili di un sito di appuntamenti online: il border collie è un maniaco del lavoro; il pastore tedesco metterà la sua vita in gioco per i propri cari e via dicendo, razza per razza.

Ora gli scienziati hanno dimostrato che i tratti distintivi della razza sono in realtà radicati nei geni di un cane. Si tratta di scoperte che potrebbero far luce anche sui comportamenti umani. “È un enorme progresso“, dice Elaine Ostrander, genetista specializzata nei mammiferi presso il National Human Genome Research Institute di Bethesda, nel Maryland, che non è stata coinvolta nel lavoro. “Sono un numero finito di geni e molti di essi hanno senso“.

Quando il genoma del cane fu sequenziato nel 2005, gli scienziati pensarono che sarebbero stati in grado di individuare rapidamente i geni che conferiscono ad ogni razza la sua caratteristica personalità. La realtà dei fatti ha poi dimostrato che all’interno della stessa razza sono presenti talmente tante variazioni genetiche che non è stato possibile ottenere risultati significativi.

Così nel nuovo studio, Evan MacLean, uno psicologo comparativo che opera presso l‘Università dell’Arizona a Tucson, e colleghi hanno iniziato osservando i dati comportamentali per circa 14.000 cani appartenenti a 101 razze.

Le analisi provengono dal questionario Canine Behavioral Assessment & Research (C-BARQ), una sorta di quiz sulla personalità dell’animale sviluppato da James Serpell, un etologo dell’Università della PennsylvaniaC-BARQ pone domande del tipo: “Che cosa fa il tuo cane quando arriva uno sconosciuto?” Le domande così poste permettono ai proprietari di individuare oggettivamente 14 aspetti diversi delle personalità del loro animale domestico, tra cui la capacità di allenamento, l’attaccamento e l’aggressività. Da quando il sondaggio è stato sviluppato nel 2003, hanno partecipato oltre 50.000 proprietari.

Il team ha abbinato questi dati comportamentali per ogni razza con i dati genetici sulle razze provenienti da diversi gruppi di cani. Non hanno esaminato i dati genetici e comportamentali per i singoli cani, ma piuttosto le medie in una specifica razza. In tutto, il team ha identificato 131 punti nel DNA di un cane che possono aiutare a modellare 14 tratti chiave della personalità. Insieme, queste regioni del DNA spiegano circa il 15% dei caratteri di una razza di cane, esercitando ciascuno solo un piccolo effetto.

La predisposizione all’addestramento, quella di seguire una preda e la tendenza ad essere aggressivi verso gli estranei sono stati identificati come i tratti più ereditabili, secondo quanti riferiscono gli scienziati in un articolo pubblicato questo mese sul server di prestampa bioRxiv.

Le posizioni di questi punti caldi del DNA hanno un senso: ad esempio, alcuni sono all’interno o in prossimità di geni legati all’aggressività nell’uomo, mentre il DNA associato al livello di idoneità all’addestramento del cane si trova in geni che nell’uomo sono associati all’elaborazione di informazioni e intelligenza.

I risultati suggeriscono che il comportamento è guidato dagli stessi geni in molte specie, spiega MacLean. E se, per esempio, i geni che sottendono l’ansia nei cani portano a quegli stessi geni negli esseri umani, una scoperta che potrebbe portare a trattamenti migliori per i disturbi legati all’ansia, dice Serpell. “Sono cose che potremo capire in futuro.”

Poiché i dati genetici e comportamentali provengono da diversi gruppi di cani, il lavoro non può collegare le tendenze comportamentali specifiche di una razza a nessun gene. “Questo articolo non si riferisce a nessuna razza particolare per il suo comportamento. Si basa su comportamenti che identificabili in molte razze“, ha detto Heidi Parker, studiosa del genoma presso l’Istituto nazionale di ricerca sul genoma umano che, con Ostrander, ha aperto la strada a uno dei primi lavori sui genomi canini.

Ad esempio, il lavoro comportamentale di Serpell ha dimostrato che i pitbull sono aggressivi nei confronti degli altri cani ma non delle persone, ma questa nuova analisi non può condurre a un test del DNA di quel comportamento. Tuttavia, Serpell ed i suoi colleghi stanno avviando ulteriori studi che guardano ai tratti di DNA legato alla variazione interiore nel comportamento, di fatto un passo in quella direzione. Tale lavoro è stato fatto su piccola scala per individuare il gene che presiede ad un comportamento super-amichevole .

Fino a quando non verranno effettuate altre connessioni, “Non sono sicuro di quanto saranno ampiamente accettati i risultati“, afferma Robert Wayne, biologo evoluzionista all’Università della California, a Los Angeles. Lui e l’esperto di genetica cinofila Elinor Karlsson della University of Massachusetts Medical School di Worcester sottolineano che, grazie a questo studio, la genetica trova un ruolo molto più importante nel modellare il comportamento rispetto agli studi precedenti e che, quindi, è necessario ampliare il più possibile il gli studi per verificare questi risultati.