Arbitraggio sulle criptomonete

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L'arbitraggio sulle criptomonete

Con l’aumentare del numero di transazioni di scambio delle criptomonete e la diffusione dei mercati in tutto il mondo, ci possono essere a volte differenze di prezzo significative tra le borse. L’arbitraggio permette di approfittare di queste differenze, acquistando una cryptomoneta su una borsa dove il prezzo è basso, per poi rivenderla immediatamente su un’altra borsa dove il prezzo è più elevato.

Di seguito la definizione di arbitraggio secondo Wikipedia… “In economia e in finanza, un arbitraggio è un’operazione che consiste nell’acquistare un bene o un’attività finanziaria su un mercato rivendendolo su un altro mercato, sfruttando le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto. L’operazione è possibile se il ricavo che si ottiene supera i costi per il trasferimento del bene trattato da un mercato all’altro. L’intera operazione deve essere senza alcun rischio per l’operatore.

L’arbitraggio si differenzia dalla speculazione per il fatto che, mentre il primo è un modo di lucrare sulle differenze di prezzo presenti in luoghi diversi, la seconda opera sulle differenze di prezzo di uno stesso bene in tempi diversi. In altre parole, mentre la speculazione ricerca il lucro giocando sul fattore “tempo” (vendita successiva all’acquisto e viceversa), l’arbitraggio lo ricerca nel fattore “spazio” (acquisto e vendita su due mercati diversi).”

L’arbitraggio quindi è l’acquisto e la vendita simultanea di un bene su mercati diversi, per trarre profitto dalla differenza di prezzo tra questi mercati. In un esempio molto semplificato di come funziona l’arbitraggio, le azioni di una società tecnologica potrebbero essere in vendita per 35 dollari alla Borsa di New York, ma disponibili per 35,10 dollari in quella di Londra. Certo, la differenza è piccola, ma acquistare le azioni al prezzo più basso e venderle ad un prezzo più alto può portare ad un profitto netto per un trader con gli occhi attenti. Questo concetto rappresenta l’essenza stessa dell’arbitraggio, ed è “relativamente” a basso rischio se confrontato con altre strategie.

Le borse più grandi con una maggiore liquidità, determinano di fatto il prezzo del resto del mercato, mentre le borse più piccole seguono i prezzi fissati dalle loro controparti più grandi. Tuttavia, le Borse più piccole non seguono immediatamente i prezzi fissati nelle Borse più grandi, ed è proprio in quello spazio ristretto di tempo che si creano le opportunità di arbitraggio.

Quindi in un mercato con elevati volumi di negoziazione, dove c’è una ragionevole liquidità di una particolare moneta, i prezzi sono generalmente più economici. Nel frattempo, in un mercato in cui l’offerta di una certa moneta è limitata, il prezzo è più elevato. Acquistando dal primo e vendendo istantaneamente sul secondo, i traders possono teoricamente trarre profitto dalla differenza di prezzo.

Tuttavia, le opportunità di arbitraggio esistono anche nella direzione opposta, dove si compra su una Borsa più piccola e si vende su una Borsa più grande. Il recente aumento della popolarità della criptomoneta ha portato ad un drammatico aumento dei volumi di trading su molte Borse di tutto il mondo.

Queste Borse non sono collegate, e un basso volume di trading su alcune di esse può significare che il prezzo quotato non si adatti immediatamente alla media delle Borse. Come risultato, questo comporta la creazione di differenze di prezzo che gli operatori potrebbero potenzialmente sfruttare.

L’esempio più famoso di differenza di prezzi delle criptomonete negli exchange, è stato un fenomeno noto come “Kimchi Premium” che, nel gennaio 2018, ha visto il prezzo del bitcoin (BTC) in Corea del Sud salire a più del 50% rispetto ai prezzi globali.

Ora, forse vi starete chiedendo: come possono verificarsi tali inefficienze?

Beh, può dipendere da una moltitudine di ragioni. Le fluttuazioni nelle valute possono far si che le azioni finiscano sottostimate nelle Borse estere. Anche i mercati sono imperfetti e la sincronicità tra le Borse può essere difficile da raggiungere. Un’informazione non omogenea tra acquirenti e venditori è anche un terreno fertile per l’arbitraggio.

Purtroppo alcune volte, i margini di profitto così ridotti, e le commissioni di negoziazione da sostenere, fanno si che molte opportunità di arbitraggio abbiano poco senso finanziario.

Ci sono diverse strategie di arbitraggio che gli operatori possono utilizzare per realizzare un profitto, tra queste ricordiamo alcune tra le più interessanti.

Arbitraggio semplice. L’acquisto e la vendita “immediata” della stessa moneta su Borse separate.

Arbitraggio triangolare. Questo processo comporta lo sfruttamento delle differenze di prezzo tra tre valute. Ad esempio, comprare BTC in USD, venderlo per fare EUR, e poi scambiare l’EUR in USD.

Arbitraggio di convergenza. Questo approccio comporta l’acquisto di una moneta in un mercato in cui è sottovalutata e la vendita della stessa moneta in un altro mercato in cui è sopravvalutata. Quando i due prezzi separati si incontrano in un punto intermedio, è possibile trarre profitto dalla quantità di convergenza.

Non è obbligatorio svolgere tutti i calcoli e le ricerche necessarie per compiere l’arbitraggio sulle cryptovalute in modo manuale. In rete, infatti, si possono trovare un certo numero di software che è possibile utilizzare per automatizzare queste operazioni.

Alcuni programmi possono essere utilizzati online, mentre altri necessitano di essere scaricati e installati sul pc, alcuni sono gratuiti mentre altri a pagamento. Ovviamente le funzioni non sono sempre le stesse, ma cercando online potrete trovare quello che più possa fare al caso vostro.

Ci sono diverse ragioni e potenziali vantaggi per cui prendere in considerazione l’ipotesi di operare con l’arbitraggio sulle criptomonete. Tuttavia, ci sono anche diversi rischi e insidie importanti di cui è necessario essere consapevoli prima di iniziare a fare trading.

Ma di questo ne parleremo in un altro momento.