La pandemia di COVID-19 ha impattato l’influencer marketing ma non l’ha ucciso

Questo è il momento giusto per gli influencers minori di sfruttare questa opportunità e approfittare di questo momentaneo vuoto per distinguersi.

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influencer in azione

Tutto il mondo sta affrontando una crescente disoccupazione, l’incertezza economica e la paura, mentre sono ancora moltissime le persone in lockdown, tra questi molti probabilmente stanno facendo molta navigazione online. La carta igienica, la pizza, i giochi da tavolo, i tappetini yoga e il lievito rimangono molto richiesti, ma i prodotti glamour sembrano vere decisamente subito l’impatto degli effetti dell’epidemia di nuovo coronavirus.

Nonostante le mutevoli tendenze individuabili in ciò che le persone acquistano a causa della pandemia di COVID-19, probabilmente è troppo presto per cantare il de profundis agli influencers. In effetti, ora potrebbe essere il momento giusto per alcuni marchi di entrare in questo particolare mercato i cui prezzi si sono certamente sgonfiati.

In questi tempi senza precedenti, in realtà è più rilevante che mai seguire storie vere raccontate da persone reali“, ha dichiarato Ryan Detert, CEO di Influential.

Gli influencers hanno una vasta definizione: c’è di tutto, dagli eroi della città natale con 5.000 follower che influenzano la loro piccola città, ai mega influencer che hanno decine di milioni di follower e l’unico fattore unificante è che il loro pubblico è attualmente a casa e vogliono essere informati o intrattenuti dagli influencer con cui si collegano sui social media“, ha aggiunto Detert.

Adattarsi

Prima della pandemia di COVID-19  il 78% dei marketers valutavano l’opportunità di avvire campagne con i micro-influencers entro quest’anno e il 57% di loro aveva in programma di incrementare gli investimenti per il social media marketing influencer.

Il ruolo degli influencer sta solo crescendo durante l’epidemia di COVID-19“, ha aggiunto Detert.

Prima che si verificasse la crisi gli influencer lavoravano già da casa e erano in grado di produrre rapidamente contenuti autoprodotti, quindi sono perfettamente posizionati per agire per conto dei marchi e diffondere un messaggio su vasta scala“, ha osservato. “In questi tempi i micro e nano influencer hanno accresciuto il loro profilo, essendo in grado di relazionarsi con il loro pubblico e parlare attraverso l’obiettivo di ciò che la gente sta vedendo e sentendo in questo momento“.

L’altra cosa che si è capita con la pandemia di coronavirus è che non si tratta solo di moda, shopping e marchi. YouTube, Facebook e Instagram sono i luoghi in cui le persone si rivolgono sempre più cercando consulenze e consigli. Ciò comprende tutto, dal taglio dei capelli al rimanere in forma.

Allo stesso modo, sui social media – nonostante le preoccupazioni che la disinformazione continui a diffondersi – molta gente cerca consigli medici, nonché informazioni generali su come rimanere al sicuro durante l’epidemia.

“Stanno nascendo nuove categorie di influencers, medici, alimentari, addetti alle consegne e altri che le persone vogliono seguire e ascoltare durante la crisi“, ha spiegato Detert. “Gli influencer stanno anche prestando la loro influenza a iniziative di beneficenza per aiutare a diffondere informazioni e indirizzare donazioni a OMS, CDC e altri fondi di solidarietà“.

Prepararsi alla riapertura

Mentre ancora si avvisa la gente di mantenere il distanziamento sociale, cominciano a sentirsi voci sempre più insistenza alla riapertura delle attività economiche. Quando questo accadrà, sarà un ottimo momento per chi tra gli influencers saprà sfruttarlo.

“La crisi ha favorito quegli influencers che non si sono fermati anche se non avevano post a pagamento disponibili, il loro pubblico si è coinvolto più che mai alle loro storie reali, nel vedere come vivevano la loro reclusione, con metriche di attenzione più elevate che mai”, ha spiegato Detert.

Inoltre, mentre coloro che hanno limitato il lavoro lavoro ai pochi brand più remunerati faticheranno notevolmente a mantenere le attese previsionali dei loro bilanci pre-coronavirus, molti altri, meno specializzati e meno profilati, probabilmente raddoppieranno i propri bilanci lavorando con i brand minori“, ha osservato. “La nuova normalità includerà vari gradi di distanziamento sociale per il prossimo futuro. I contenuti di consumo su come vivere e prosperare all’epoca del coronavirus saranno più rilevanti che mai per i consumatori. E i marchi continueranno a integrarsi con chi avrà la fiducia del pubblico per rimanere pertinenti con tutti i questi nuovi comportamenti“.