La Ue apre un’inchiesta nei confronti di Google

La Ue avvia un'inchiesta sull'acquisizione di Fitbit da parte di Google, per avere la garanzia della tutela dei dati acquisiti dai dispositivi utilizzati dagli utenti

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La UE ha deciso di aprire un’inchiesta per verificare se la volontà di acquisire la Fitbit da parte di Google non sia un modo per utilizzare i dispositivi per gli esercizi sportivi prodotti dalla società per riuscire a profilare ancora di più gli utenti, così da personalizzare gli annunci pubblicitari.

L'Europa chiede a Google maggiori garanzie su Fitbit

Ma cerchiamo di capire meglio cosa sta succedendo.

Google sta cercando, per riuscire ad espandere il suo mercato aziendale, di acquisire la Fitbit, un’azienda che fabbrica dei dispositivi per il monitoraggio delle attività sportive e che fornisce zupporto alle persone nelle loro attività.

L’Unione Europea sta effettuando le dovute indagini sull’accordo tra la Google e la Fitbit, sull’utilizzo delle informazioni sulla produzione della pubblicità. Lo scorso novembre la Google, il colosso con sede a Mountan View ha effettuato un’offerta da ben 2,1 miliardi di dollari verso la Fitbit, una società che produce dispositivi sportivi.

Questa manovra però non convince l’Unione Europea, che teme un possibile rafforzamento di Google sui mercati pubblicitari online, una condizione che aumenterebbe ulteriormente la quantità di dati posseduti dalla società, che potrebbe usarli per creare la profilazione degli utenti con la successiva creazione personalizzata degli annunci pubblicitari.

La commissione, che ha già effettuato delle multe riguardanti l’abuso di posizione dominante per il servizio Shopping, Ad Sense e per Android, adesso si trova alle prese con un’indagine approfondita sulla proposta che la Google ha fatto alla Fitbit. La commistione sta verificando se l’accordo tra le due società rispetti le normative, sopratutto dal punto di vista della regolazione europea in materia di merger.

Margrethe Vestager vicepresidente esecutiva e responsabile della politica della Concorrenza, ha dichiarato che: “L’utilizzo degli smartwatch della Fitbit, dei dispositivi che si possono indossare dalle persone, potrebbe crescere in maniera esponenziale in Europa nei prossimi anni. Questa crescita potrebbe viaggiare in parallelo alla crescita esponenziale dei dati generati da questi dispositivi”.

Inoltre ha aggiunto che: “I dati forniti da questi dispositivi sono in grado di fornire molte informazioni fondamentali sulla situazione di salute e fisica delle persone che li utilizzano. Per questo motivo abbiamo iniziato un’indagine accurata, un controllo che punta a garantire che i dati acquisiti dalla Google, tramite i dispositivi, non distorcano la concorrenza”.

La Vestager affronta in maniera molto professionale la questione dei dati ottenuti degli utenti e del loro utilizzo. Infatti, a tal proposito qualche settimana fa ha annunciato anche un’indagine preliminare sugli assistenti vocali come Siri ed Alexa.

Ma l’accordo tra la Google e la Fitbit è un caso più urgente, visto che l’antitrust dovrà dare il suo giudizio entro la fine di dicembre sull’acquisizione notificata da Google a metà giugno.

Google riguardo questa situazione aveva già presentato degli impegni vincolanti per riuscire a tranquillizzare i timori della Ue, che però non si è accontentata. Tra le situazioni da controllare, secondo la Ue rientra un magazzino virtuale di dati, dove saranno contenute le informazioni ottenute dall’acquisizione di Fitbit, che Google si è già impegnata a non usare a scopo pubblicitario.

Per Google il mercato è già molto competitivo, visto che Apple, Samsung, Garmin, Fossil e Huawei, tra gli altri, hanno tutte produzioni solide di smartwatch. Inoltre, uno dei vicepresidenti, Rick Osterloch, ci tiene molto a precisare che gli utenti saranno liberi, in ogni momento, di modificare la propria scelta rivedendo, spostando o cancellando i propri dati.