Ricostruito l’aspetto di un cane del neolitico grazie alle tecnologie forensi

Intorno al 2.500 AC, dunque circa 4.500 anni fa, un cane di taglia simile al Collie con orecchie a punta e un lungo muso, paragonabile a quello del lupo grigio europeo, vagava per le Isole scozzesi Orcadi (Orkney Islands). Questo membro della locale comunità neolitica, fu sepolto insieme ad altri 23 cani ed almeno otto umani in una tomba all’interno di una caverna conosciuta come Cuween Hill Chambered Cairn.

Oggi, a distanza di 118 anni dal ritrovamento dei suoi resti da parte degli archeologi, l’immagine del cucciolo è stata elaborata con le moderne tecnologie, a partire dal suo cranio. Come riporta Esther Addley per il Guardian, gli esperti ritengono che sia il primo cane ad essere sottoposto ad una ricostruzione facciale forense. La ricostruzione definitiva del suo aspetto, commissionata dall’Historic Environment Scotland (HES) e dal National Museum of Scotland, sarà completata entro la fine dell’anno.

Così come oggi, i cani avevano chiaramente un posto importante nelle comunità delle Isole Orkney nel periodo neolitico, dato che erano evidentemente allevati e addestrati come animali domestici e forse usati dagli agricoltori come guardie per aiutare a curare le pecore“, spiega Steve Farrar, direttore del HES. “Ma i resti scoperti a Cuween Hill suggeriscono che i cani avessero un significato particolarmente speciale per i contadini che vivevano nelle vicinanze della tomba circa 4.500 anni fa“.

È possibile,” aggiunge Farrar, “che il gruppo del Neolitico considerasse i cani come il loro “simbolo o totem”, forse addirittura si erano autonominati il popolo cane“.

cane del neolitico ricostruzione

La tomba di Cuween Hill risale al 3.000 AC circa, secondo Sky News, ma la datazione al radiocarbonio pone l’inumazione del cane circa 500 anni dopo. Non è chiaro il motivo per cui l’animale sia stato seppellito così tanti secoli dopo la creazione della tomba, ma gli archeologi ipotizzano che i tempi potrebbero indicare un valore rituale della cerimonia all’interno della comunità. Come osserva l’HES, il fatto che gli abitanti delle Orkney collocassero resti canini accanto a quelli umani potrebbe anche rappresentare la loro fede in un aldilà per entrambe le parti.

Nel caso del cane di Cuween Hill, i ricercatori hanno scansionato il cranio nella Royal School of Veterinary Studies dell’Università di Edimburgo, realizzando una stampa 3D come modello. Dal pezzo in plastica l’artista forense Amy Thornton ha modellato un teschio in argilla, lo ha fuso in silicone e ha completato il tutto con uno strato di pelliccia che ricorda il colore e la trama di un lupo grigio europeo.

Osserva Thornton: “È interessante notare che il processo si è svolto nello stesso modo di una ricostruzione facciale umana forense, sebbene ci siano molti meno dati esistenti che descrivono la profondità media del tessuto nei crani canini rispetto a quelli umani“.

Il modello è l’ultimo di una serie di iniziative tecnologiche incentrate sui residenti del Neolitico delle Orkney. L’anno scorso, HES ha pubblicato i rendering digitali tridimensionali della ricostruzione dei tumuli comuni su Sketchfab, consentendo agli utenti di esplorare le quattro celle laterali della tomba, l’alta camera centrale e il passaggio d’ingresso dell’imponente struttura in pietra scoperta per la prima volta nel 1888 ma completamente scavata nel 1901.

In un’intervista con Addley del Guardian, Farrar spiega che “la ricostruzione mira a portarci più vicino a capire chi erano gli abitanti delle Isole Orcadi e forse ad avvicinarci ad un’idea sulle loro credenze religiose“.

Guardare un cane domestico del neolitico, in qualche modo ci mette in relazione con quegli antichi scozzesi“, conclude Farrar. “…Facendoci entrare in sintonia con le persone la cui ingegnosità ha reso le Orkney un posto così importante“.

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